Non è solo il lavoro a caricarci dell’odiato stress. Anche la gestione delle faccende di casa gioca un ruolo importante sullo stato di benessere e di salute delle persone. Da una recente ricerca Spontex emerge che, in Italia, il 73% delle donne e il 62% degli uomini considera il carico mentale domestico come un peso che può generare un forte impatto nella quotidianità, e a più livelli.
“Fortunatamente possiamo identificare cinque chiavi per promuovere nuovi comportamenti più funzionali ed efficienti per la gestione della casa e della vita familiare” assicura Sandrine Raffin, esperta in nudge (strategia comportamentale che incoraggia gentilmente le persone verso scelte più in linea con i loro valori) e cambiamento comportamentale, e co-autrice del libro Nudge and Social Marketing.
Cosa causa il carico mentale domestico
Per il 55% dei partecipanti alla ricerca, il carico mentale è legato alla necessità di dover pensare a più cose contemporaneamente, un flusso di preoccupazioni costante che affolla la mente in maniera pressoché ininterrotta, sovraccaricandola. Per il 44%, invece, è connesso al fatto di non avere abbastanza tempo per sé. Il 37% lo identifica con la frustrazione di non riuscire a fare le cose abbastanza bene, unita al fatto che i familiari non riconoscono gli sforzi compiuti per loro.
Il 71% dei rispondenti soffre infatti della mancanza di gratitudine da parte dei coinquilini e il 52% da parte della società. Inoltre, il 35% dichiara di sentirsi sopraffatto dalle attività, senza riuscire a concludere ciò che ha iniziato.
Le conseguenze? Un malessere a più livelli
Il risultato? Un malessere che si esprime a più livelli. Doversi destreggiare continuamente fra vita, famiglia, figli, ufficio e gestione della casa comporta un lavoro continuo, sfiancante e invisibile che può causare conseguenze negative come ansia, tensione, oppressione, sensazione di fallimento, insonnia, stanchezza e problemi relazionali.
Cinque consigli per alleviare il carico mentale domestico
Per vivere meglio, gli esperti suggeriscono 5 strategie da adottare. La prima è identificare il carico mentale ed effettivo, creando con gli altri abitanti della casa una lista di ciò che deve essere fatto, sottolineando rispettosamente la differenza di percezione e concordando sui termini. Il secondo consiglio è quello di essere positivi e riconoscere lo sforzo degli altri: i comportamenti non esattamente corretti non dovrebbero essere stigmatizzati, è molto inefficace. Mostrare pazienza perché ciò che è facile per alcuni è difficile per altri.
Terzo, procedere per piccoli passi: incoraggiare qualcuno a prendersi la propria parte del carico potrebbe richiedere tempo. Puntare troppo in alto è inefficace; i compiti assegnati dovrebbero diventare un’attività gratificante per tutti, stimolando il rilascio di dopamina.
La penultima regola è di utilizzare promemoria senza essere ossessivi, come app, post-it e adesivi per elencare le cose da fare e da chi, mentre il quinto punto spiega che usare il giusto tono di voce è una mossa vincente. L’empatia deve essere al centro del cambiamento. Le ingiunzioni autoritarie sono inefficaci e portano a litigi, i ringraziamenti ripagano sempre.
Conclusione
Per non rischiare di essere sopraffatti dal mental load, compromettendo così la serenità personale e familiare, è importante cambiare prospettiva e fare il possibile per semplificarsi la vita. Alleggerirsi e raggiungere un buon equilibrio è possibile ed è la chiave per sentirsi più felici.
